I Padri della Chiesa

Passato lo smarrimento per la crocifissione e morte di Gesù, rincuorati dalla gloria della sua resurrezione, confermati dalla potenza della pentecoste, i discepoli iniziarono, sotto l'egida dello Spirito Santo, la diffusione della Buona Novella, passando, sotto la spinta inesauribile di Paolo, alla rivelazione ai gentili. Il paganesimo tremò e si smembrò in furiose e scomposte convulsioni di fronte all'avanzata "della grazia" nel nome di Cristo Gesù. La sete di conoscenza, il desiderio di perdono e la testimonianza dell'amore cristiano, portarono, dopo non poche peripezie, all'affermazione del cristianesimo nel mondo greco-romano.
L'eclettismo delle filosofie post-aristoteliche, specie nelle espressioni dell'epicureismo, dello stoicismo e dello scetticismo, tese alla ricerca spasmodica della felicità e dell'appagamento come fine ultimo dell'uomo, ostava le concezioni del cristianesimo, per cui fu pienamente naturale il sorgere di una teologia cristiana tesa a dar corpo scritto e coerenza sistemica alle verità rivelate che copiose effondevano dalle sacre scritture. Le città di Alessandria d'Egitto, Antiochia e Cartagine rivestirono un profondo ruolo nello sviluppo degli studi e delle riflessioni teologiche. Qui, e in questo periodo si formarono e presero corpo i più profondi temi del cristianesimo dando vita ad un'apologetica sostenuta da una retorica di alto livello. Sorse così, a partire dal II° secolo, un genere di letteratura che trattava profondamente le tesi dottrinali del cristianesimo, cui si è dato il nome di "patristica", proprio perché espressa dai primi "padri della chiesa". Copiosa fu l'opera di questi scrittori, che specie nel IV°, V° secolo dovettero, con ardore, difendere la dottrina cristiana dall'assalto, al suo stesso interno, di forti devianze eretiche che neppure il concilio di Nicea (325) aveva appianato definitivamente.
Menti particolarmente illuminate di questo periodo furono:

  1. Giustino martire (100 - 165 ca.) con la sua dottrina sul "Logos Spermatikos" (Parola portatrice di vita)
  2. Ireneo di Lione (130 - 200 ca.) con l'opera "Adversus omnes Haereses" (contro tutte le eresie)
  3. Origene (185 - 254 ca.) con la sua interpretazione allegorica delle scritture ed il concetto della "apokatastasis" (rinnovamento, restaurazione). Dalla sua esposizione sull'interazione tra Padre e Figlio, taluni lo accusarono di inclinazione ariana
  4. Tertulliano (160 - 225 ca.) con la sua opera "Adversus Marcionem" (Contro Marcione) in difesa dell'unità dell'Antico e Nuovo Testamento, ponendo inoltre imprescindibili fondamenti sulla dottrina trinitaria
  5. Atanasio (296 - 373 ca.) con l'opera "De incarnatione" (Sull'incarnazione) fondamentale per lo sviluppo della cristologia e dei concetti e implicazioni della salvezza
  6. Agostino d'Ippona (354 - 430 ca.) chiamato "secondo fondatore della fede cristiana", espresse in sintesi il pensiero cristiano nella sua straordinaria opera "De civitate Dei" (La città di Dio). Fu poderoso difensore della dottrina dei sacramenti nella disputa donatista, inflessibile nella dottrina della grazia minacciata dal pelagianesimo, nonché profondo ricercatore nella dottrina trinitaria.

Con l'avvento del concilio di Calcedonia (451 d.C.) si chiuse questo periodo di spinte vulcaniche che avevano gettato, difeso e organizzato il raggiungimento della pienezza del credo cristiano e che tuttora ogni confessione pura di tale religione non può non considerare come una pietra miliare nel cammino della fede