Studio sullo Spirito Santo, tratto dal libro "A Domanda Risponde"ediz. A.D.I.

 

Studio sul battesimo dello Spirito Santo

Questo studio è tratto dal libro "A Domanda Risponde"ediz. A.D.I.

E uno studio articolato su risposte alle maggiori domande che vengono fatte riguardo all'argomento della glossolalia o il parlare in altre lingue. Il metodo di risposta è semplice e ricco di versetti biblici, pertanto di facile accesso a tutti coloro che sono interessati all'argomento. Facciamone buon uso.
Un grazie va al nostro caro fratell F.Toppi, che è l'autore del libro "A Domanda Risponde", che Dio possa benedirlo grandemente.


IL SUGGELLO, LA CAPARRA, IL PEGNO DELLO SPIRITO SANTO SONO SIMBOLI CHE SI RIFERISCONO ALLA RIGENERAZIONE DEL CREDENTE O AL BATTESIMO DELLO SPIRITO SANTO? 

Tutti i cristiani hanno bisogno di un potente e genuino battesimo nello Spirito Santo e, piuttosto di preoccuparsi del termine da usare, è meglio desiderare ardentemente di realizzare le profonde esperienze con Dio.

Prima di dare una interpretazione di questi simboli dello Spirito Santo espressi nel Nuovo Testamento, sarà utile elencare i versi biblici che riguardano l'argomento:

1. "Or Colui che con voi ci rende fermi in Cristo e che ci ha unti, è Dio, il quale ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori" (2 Corinzi 1:21,22).

2. "Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito" (2 Corinzi 5:5)

3. "In Lui (Cristo) voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l'evan­gelo della vostra salvazione, in Lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra ere­dità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s'è acquistati, a lode della sua gloria" (Efesini 1:13,14).

4. "Non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione" (Efesini 4:30).

5. "Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: Il Signore conosce quelli che son suoi... " (2 Timoteo 2:19).

 

I SIMBOLI BIBLICI

Dopo aver posto davanti a noi tutti i versi biblici sull'argomento, occorre risalire al significato dei termini suggello, caparra e pegno:

SUGGELLO o SIGILLO è il pegno di proprietà". Questo simbolo ri­chiama i seguenti pensieri:

  1. PROPRIETÀ – L'impronta del sigillo implica una relazione con il pro­prietario del sigillo stesso ed è garanzia certa di qualche cosa che gli appartiene. I credenti appartengono a Dio e si riconoscono in ciò a mo­tivo dello Spirito Santo che abita in loro. Era questo un uso comune in Efeso, ai giorni di Paolo. Un mercante andava al porto, sceglieva del legname e lo stampigliava con il suo sigillo: un riconoscibile segno di proprietà. Più tardi col suo sigillo, mandava al porto il suo servitore, il quale cercava il legname che recava il marchio corrispondente.
  2. SICUREZZA – Lo Spirito Santo rafforza il senso della sicurezza e della certezza nel cuore del credente'''. Infatti: "lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio" (Romani 8:16).
  3. CAPARRA e PEGNO – In realtà, nel testo originale queste due parole rappresentano soltanto un unico termine che significava: "caparra, an­ticipo in denaro depositato dall'acquirente, anche a titolo di penale se l'ac­quisto non era completato. Nell'uso comune, un pegno; era una garanzia di qualsiasi nature'''.

Quindi la caparra o pegno è un anticipo a garanzia di qualcosa. Infatti, una versione moderna così traduce 2 Corinzi 1:22: "Ora è Dio che ha reso noi e voi saldi in Cristo. Egli ci ha unto, ha messo il suo suggello di proprietà su noi, ed ha messo il Suo Spirito nei nostri cuori quale deposito a garanzia di quanto deve ancora venire".

Dai testi biblici citati e da quanto è stato finora detto, appare evidente uno stretto rapporto tra suggello e caparra o pegno. Infatti, tutte e due le immagini sottolineano il fatto che mediante lo Spirito Santo i cristiani posseggono un segno di proprietà, un deposito a garanzia in attesa di qual­cosa di più grande che, deve ancora concretizzarsi.

 

QUANDO SI È "SUGGELLATI"?

Tutto il problema sorge nel determinare il momento in cui questo sug­gello o questa caparra vengono dati da Dio.

Esistono due interpretazioni dei testi, soprattutto di Efesini 1:13.

Sottolineando il fatto che Efesini 1:13 si può anche tradurre "da Lui, avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso", alcuni affermano che Cristo Gesù suggella dopo aver creduto e perciò identificano il suggello col battesimo nello Spirito Santo.

Altri, e sono la maggioranza, affermano invece che il suggello si riferisce all'opera dello Spirito Santo alla rigenerazione.

Certamente la prima interpretazione è più bella e più sentimentale, so­prattutto per quanti credono alla necessità del battesimo nello Spirito Santo e quindi, ogni immagine che possa riferirsi a quella benedetta esperienza, è sempre bene accolta.

Prima di tutto, però, non bisogna dimenticare che il battesimo nello Spi­rito Santo era la normale esperienza di tutti i credenti del periodo aposto­lico, perciò non esisteva proprio il problema.

 

PROBLEMI DOTTRINALI CONNESSI

Tuttavia, bisogna riconoscere che accettare l'interpretazione secondo cui il suggello o la caparra si identificano col battesimo nello Spirito Santo, crea una non indifferente difficoltà di carattere dottrinale.

Prima di tutto, se il "suggello" è sinonimo del battesimo nello Spirito Santo, il testo: "Non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione" (Efesini 4:30) affermerebbe che chi non è battezzato nello Spirito Santo non è salvato! Questa dottrina è to­talmente in contrasto con tutto l'insegnamento della Scrittura che fonda la salvezza sul perfetto ed unico sacrificio di Cristo in quanto i credenti sono stati riscattati "col prezioso sangue di Cristo come l'agnello senza difetto né macchia" (1 Pietro 1:19).

Ancora, se il suggello o sigillo è íl segno di proprietà e di sicurezza, e questo si identifica col battesimo dello Spirito Santo, allora la certezza del credente non si fonderebbe sulla fede soltanto, ma anche su una esperienza con manifestazione visibile.

Poi, il concetto di caparra o pegno sarebbe riduttivo per il battesimo nello Spirito Santo in quanto rappresenterebbe soltanto un anticipo, e non una "pienezza", ma una "effusione".

Inoltre, in 2 Corinzi 1:22 è detto: "... ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori".

Come è noto il battesimo nello Spirito Santo è la potenza che viene sul credente, mentre lo Spirito Santo viene a dimorare nel credente alla rigenerazione o "nuova nascita".

In 1 Corinzi 1:21,22 oltre al sigillo e alla caparra si parla dell'unzione: "Or Colui che con voi ci rende fermi in Cristo e che ci ha unti, è Dio." Come interpretare questa unzione? Le tre immagini, l'unzione, il sigillo e la ca­parra si riferirebbero tutte al battesimo dello Spirito Santo?

Infatti notiamo: "Ci rende fermi in Cristo... ci ha unti ...ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori".

Nel testo originale "sigillo" o "suggello" denota un segno di proprietà e sicurezza come in Apocalisse 7:2 "il suggello dell'Iddio vivente" e qui è collegato all'idea di destinazione ed identificazione come in Ezechiele 9:4: "Passa in mezzo alla città ... e fa' un segno sulla fronte degli uomini che so­spirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo di lei (...). In 2 Timoteo 2:19: "Il solido fondamento di Dio rimane fermo, por­tando questo sigillo: il Signore conosce quelli che son suoi", indica proprietà – autenticità, sicurezza e destinazione, e "Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomini il nome del Signore" indica una ratifica da parte del credente del determinato consiglio di Dio che lo riguarda'"'.

Questa analisi etimologica dei termini originali di suggello, caparra o pe­gno sembra sostenere l'interpretazione che il "suggello" si ricolleghi alla nuova nascita in Cristo quando lo Spirito Santo viene a dimorare nel cre­dente, come "pegno" della nostra eredità futura in Cristo, e cioè la con­tinua azione e potenza dello Spirito Santo nella vita dei cristiani, fino ad ottenere l'eredità eterna.

Tuttavia, la cosa più importante è avere dinanzi il modello dell'era apo­stolica, quando l'esperienza dei credenti non era frammentata in tante fasi spirituali successive, ma era piuttosto unica ed armonica. Questa permet­teva a tutti di essere partecipi di un'unica benedetta vita esuberante nello Spirito Santo.

Certamente, la soluzione, nella interpretazione di questi simboli dello Spirito Santo, è soltanto una: tutti i cristiani hanno bisogno di un potente genuino battesimo nello Spirito Santo e piuttosto di preoccuparsi del ter­mine da usarsi è meglio desiderare ardentemente le esperienze profonde con Dio.

(1) M. Pearlman — Le Dottrine della Bibbia — ADI Roma 1970 pp. 232,233.

(2) W.E. Wine — An Expository Dictionary of N.T. Words — Oliphants Ltd — London 1965 — alla voce: "Earnest" = caparra.

(3) Holy Bible, New Internitional Version — Hodder and Stoughton — London 1979.

(4) W.E. Wine — op. cit. pag. 331 alla voce: "seal" = suggello.

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IL SOFFIO ALITATO DA GESÙ RISORTO SUI DISCEPOLI, COME RIPORTATO IN GIOVANNI 20:22, È SOLTANTO UN ATTO SIMBOLICO DEL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO O RAPPRESENTA QUALCOS'ALTRO? 

 

Questo del Vangelo di Giovanni è sempre stato un testo che ha generato numerose controversie. 

Di fronte all'evidenza biblica dobbiamo rinunciare alle nostre opinioni, molte volte frutto del pensiero comune e non di una meditazione profonda. 

 

Questo testo biblico è stato interpretato in vari modi. Alcuni affermano che il soffio di Gesù sui discepoli è soltanto un atto simbolico del battesimo nello Spirito Santo che gli apostoli avrebbero ricevuto il giorno di Pentecoste.

Tutto il problema è imperniato sulla comune opinione che prima della pentecoste lo Spirito Santo non fosse stato dato.

 

UN'OPINIONE COMUNE 

Ma è proprio così? Le parole di Giovanni 7:39 "... lo Spirito non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato" sono generalmente riferite alla Pentecoste e per "glorificazione" di Gesù si sottintende la Sua ascensione.

Però, se consideriamo attentamente la Scrittura scopriamo che la glori­ficazione di Gesù avvenne alla Sua resurrezione. Infatti, tutta la predica­zione apostolica è incentrata sulla resurrezione di Gesù Cristo quale segno della Sua divinità e glorificazione. Perché era "necessario che il Cristo sof­frisse e risuscitasse dai morti" (Atti 17:3), e Gesù Cristo nostro Signore è stato "dichiarato Figliol di Dio con potenza secondo lo spirito di santità me­diante la Sua risurrezione dai morti" (Romani 1:4). Perciò Dio "... ci ha fatti rinascere mediante la resurrezione di Gesù Cristo dai morti... " (1 Pietro 1:3).

La glorificazione di Cristo è la Sua resurrezione dai morti, quando Egli, glorioso e trionfante, "sciolse i legami della morte" e nel Suo corpo glo­rificato apparve ai Suoi.

Con la resurrezione Egli adempi l'opera di salvezza; infatti Gesù "è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giu­stificazione" (Romani 4:25).

Non è un atto simbolico perché i discepoli dal momento che Gesù soffiò su loro e disse: "ricevete lo Spirito Santo", si dimostrarono totalmente di­versi e accettarono l'esortazione ad attendere "il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con (in) acqua, ma voi sarete battezzati con (nel) lo Spirito Santo tra non molti giorni" (Atti 1:4,5).

La promessa del Padre non era la "nuova nascita", ma il battesimo nello Spirito Santo. I discepoli non rimasero più rinchiusi "per timore dei Giu­dei" con le porte serrate, ma in attesa fiduciosa del "compimento della pro­messa del Padre".

James Stewart, un notissimo commentatore evangelico, afferma: "Il ver­bo: 'soffio' non si incontra altrove nel testo greco originale del Nuovo Te­stamento ma è il medesimo usato nella Versione greca LXX per tradurre Genesi 2:7 dove è detto che dopo aver formato l'uomo dalla polvere della terra Dio gli soffiò nelle narici un alito vitale". Cristo dunque con questa parola si identifica totalmente con Yahweh.

Gesù non fa qui una semplice promessa, non dà solo un segno di quanto doveva accadere alla Pentecoste, ma comunica realmente lo Spirito Santo come caparra o primizia della maggiore e più gloriosa effusione che doveva avvenire alla Pentecoste. A chi domanda quale relazione si stabilisca fra questa effusione dello Spirito e quella che avvenne alla Pentecoste, così ri­spondono Moulton e Milligan: "il dono presente si riferisce alla vita interna degli apostoli, il dono futuro alla loro preparazione più esterna per l'opera; ora il Signore vuole farli salire ad un grado superiore di vita spirituale il­luminando e vivificando le loro anime, alla Pentecoste li renderà atti a pro­durre un effetto sugli altri".

Sia il pastore Stewart, notissimo per il Commentario Esegetico-Pratico del Nuovo Testamento, portato a termine dopo la sua morte dal Prof. En­rico Bosio, sia i notissimi commentatori evangelici anglosassoni Moulton e Milligan non possono assolutamente essere accusati di "pentecostalismo", in quanto pubblicarono le loro opere molti anni prima dell'inizio del "Ri­sveglio evangelico pentecostale".

 

L'ESPERIENZA DEI DISCEPOLI

I discepoli avevano seguito Gesù, avevano ascoltato i Suoi insegnamenti, avevano esercitato il mandato particolare di "andare alle pecore perdute della casa d'Israele", ma molto spesso non riuscivano a comprendere tanti aspetti della salvezza e del "nuovo patto". Non capivano quel che era per loro coperto da un velo, "per modo che non lo intendevano e temevano d'in­terrogarlo (Gesù) circa quel detto" (la sua morte espiatoria) (Luca 9:45).

Per quanto riguarda la passione di Gesù è detto: "Essi non capirono nulla di queste cose; quel parlare era per loro oscuro, e non intendevano le cose dette loro" (Luca 18:34).

Dopo la passione, morte e resurrezione di Gesù, però, la situazione mutò. Gesù risorto e glorificato apparve loro, e dei discepoli riuniti è det­to: "Allora aprì loro la mente per intendere le Scritture" (Luca 24:24).

"Allora", quando? L'occasione è la stessa: Gesù entra a porte chiuse dove i discepoli erano radunati e dopo averli rassicurati e mostrato loro i segni della Sua morte vicaria, soffiò su loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo" (Giovanni 20:22).

In quel momento si verificò per loro il miracolo della "nuova nascita" o "rigenerazione" ed essi compresero che "senza spargimento di sangue non c'è remissione " (Ebrei 9:22) e che Gesù era morto al loro posto ed era risorto, glorioso e trionfante perché esperimentassero la nuova vita e nel senso più vero realizzassero le benedizioni del Regno di Dio.

Agli stessi, in quell'occasione Gesù glorificato rinnovò la promessa: "Io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è a voi, rimanete in questa città, finché dall'alto siate rivestiti di potenza" (Luca 24:49).

 

UNA DUPLICE ESPERIENZA

La Scrittura presenta chiaramente una duplice esperienza nella salvezza: la rigenerazione e il susseguente battesimo nello Spirito Santo.

La via biblica dell'esperienza cristiana è schematizzata nella predicazione di Pietro (Atti 2:38) e così esemplificata nelle varie esperienze dei primi cristiani come descritte nel libro degli Atti degli Apostoli.

Rigenerazione o conversione e battesimo nello Spirito Santo sono eviden­ziate chiaramente nel caso dei cristiani di Samaria (Atti 8:12,14), nel caso di Cornelio e di quanti ascoltavano il messaggio di salvezza (Atti 10:44), nella conversione di Saulo (Atti 9:17), e nell'episodio relativo ai discepoli di Efeso (Atti 19:1-5).

Gesù stesso sembra fare una precisazione fondamentale. Egli prima della Sua morte dichiarò: "Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Conso­latore... voi lo conoscete, perché dimora presso di voi e sarà in voi" (Gio­vanni 14:16,17).

Poi dopo la Sua resurrezione promise: "Ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso ..." (Luca 24:49).

"Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi ..." (Atti 1:8).

È evidente una triplice opera dello Spirito Santo:

a. Presso di voi;

b. In voi;

c. Su voi.

"Presso di voi" si riferisce all'opera di convinzione che lo Spirito Santo compie nei confronti dell'individuo (Giovanni 16:9).

"In voi" si riferisce alla nuova nascita (Giovanni 3:3-8), alla rigenerazio­ne.

"Su voi" si riferisce al battesimo nello Spirito Santo che riveste il cre­dente e gli dà potenza per una testimonianza coerente con la propria vo­cazione cristiana.

Il soffio di Gesù descritto in Giovanni 20:22 non può essere soltanto un atto simbolico, perché allora sconvolgerebbe tutto il piano salvifico di Cri­sto, confondendo la nuova nascita con il battesimo nello Spirito Santo, o almeno, facendo di queste due meravigliosi aspetti dell'opera di Cristo, un'unica esperienza.

In tal caso l'esperienza gloriosa della rigenerazione, tanto sconvolgente da essere assomigliata da Gesù stesso ad una vera e propria nascita e quella non meno miracolosa del battesimo nello Spirito Santo, sarebbero ricon­ducibili in modo riduttivo unicamente ad una esperienza di solo assenso razionale all'opera redentrice dí Gesù Cristo!

Grazie a Dio non è così; le esperienze cristiane coinvolgono positivamente e in modo totale l'essere umano: raziocinio ed emozioni, volontà ed affetti.

L'esperienza dei discepoli può diventare anche nostra perché Gesù è lo stesso ieri, oggi ed in eterno e lo Spirito Santo è potentemente all'opera ancora oggi.

 

 

 

NELLE VOSTRE CHIESE VIENE DATO AMPIO RISALTO ALL'OPERA DELLO SPIRITO SANTO. MA È DAVVERO COSÌ IMPORTANTE? 

 

Non possiamo fare a meno dello Spirito Santo, senza il Quale la fede cristiana si ridurrebbe ad una sterile forma filosofica, senza possibilità di una verifica pratica nell'esistenza quotidiana. 

 

Questa domanda nasconde una vecchia critica mossa ai credenti pente­costali. Alcuni, infatti, sostengono che il messaggio predicato nelle chiese evangeliche di fede pentecostale è un annuncio incompleto dell'E­vangelo, come se parlando della Persona e dell'Opera dello Spirito Santo si pongano in secondo piano le altre Persone della Trinità e il loro ruolo nel programma dell'umanità.

Tutto ciò è inesatto, tanto è vero che gli evangelici di fede pentecostale, per difendersi da questa accusa illogica ed impropria, coniarono la frase «Pieno Evangelo», che è stata adottata da gruppi neo-carismatici e neo-pentecostali sorti negli anni '60, i quali molto spesso, a causa della poca importanza data alla dottrina biblica, ne hanno alterato il senso e indotto altri a travisarne il significato.

In seguito a questo stato di cose, per non venire meno ad una preci­sazione fondamentale del punto di vista biblico, le chiese delle Assemblee di Dio, hanno sostituito quel motto con un altro, assolutamente inequivo­cabile, che è: "Tutto l'Evangelo".

Il fatto che nelle nostre chiese si metta in risalto la Persona e l'Opera dello Spirito Santo non vuol dire che si riduca l'importanza delle Persone e dell'Opera di Dio Padre e del Figliuolo, perché "Padre, Figliuolo e Spi­rito Santo sono un solo Dio, benedetto in eterno".

Lo Spirito Santo è stato mandato dal Padre per mezzo del Figliuolo e Gesù stesso afferma: "Egli mi glorificherà" (Giovanni 16:4). È fuor di dub­bio che i cristiani evangelici di fede pentecostale onorino Dio Padre e il Figliuolo, il divino Salvatore, quanto tutti gli altri cristiani, e forse più degli altri, proprio in virtù del fatto che l'opera dello Spirito Santo ha reso Dio reale ed attuale, ín un rapporto personale con ogni "nato di nuovo".

Ma veniamo alla domanda vera e propria: "è davvero così importante l'opera dello Spirito Santo?".

Un noto teologo evangelico ha affermato: "... La persona e l'opera dello Spirito Santo sono concordemente ignorate. La dottrina dello Spirito Santo è la Cenerentola delle dottrine cristiane. Pochi se ne interessano". Questa dichiarazione risale appena al 1972, e probabilmente questo scrittore non considerava il risveglio evangelico pentecostale come l'intervento di Dio stesso, per richiamare l'attenzione dei cristiani alla grande e insostituibile realtà dell'opera dello Spirito Santo nel mondo.

Insostituibile perché non è soltanto una riscoperta teologica della terza Persona della Trinità, ma è qualcosa di più: è una riscoperta pratica e pal­pitante delle promesse bibliche esperimentate da quanti credono in Cristo.

Infatti, senza l'opera dello Spirito Santo:

 

NON VI POTREBBE ESSERE L'EVANGELO 

Non avremmo conosciuto la verità intorno a Dio, al Suo piano di sal­vezza eterna per tutti coloro che accettano Gesù Cristo come personale Sal­vatore e Signore. L'Evangelo è stato ispirato dallo Spirito Santo, infatti: "... degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito San­to" (2 Pietro 1:2 1).

Parlando del "Consolatore", Gesù aveva detto ai Suoi discepoli che Egli Lo avrebbe mandato per istruirli in tutta la verità: "... Lo Spirito della ve­rità, Egli vi guiderà in tutta la verità ... Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annunzierà" (Giovanni 16:13,14).

I discepoli ricevettero da Gesù la promessa: "Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto" (Giovanni 14:26).

Questo insegnamento, che rappresenta la rivelazione della volontà di Dio agli uomini, non poteva essere dato in una forma incerta, trasmesso a voce e quindi suscettibile di mutamenti. Lo stesso Yahweh, l'Eterno Dio, Crea­tore dell'Universo, che aveva parlato per mezzo dei profeti spingendoli a porre per iscritto la Sua Parola nell'Antico Testamento, usò lo stesso me­todo per fissare la "Nuova Alleanza" in Cristo Gesù. Talché l'Apostolo Paolo, ad esempio, scrivendo ai cristiani di Corinto, poteva affermare: "Poi­ché ho ricevuto dal Signore quello che anche v'ho trasmesso ..." (1 Corinzi 11:23) e ancora: "Ogni Scrittura (tutta la Scrittura) è ispirata da Dio e utile a insegnare a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona" (2 Timoteo 3:16).

"(Queste cose) che Dio ha preparate per coloro che l'amano ...a noi, (af­ferma Paolo) Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; perché lo Spirito in­vestiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio" (1 Corinzi 2:9,10).

Per questo motivo l'Evangelo del quale lo Spirito Santo è l'Autore rap­presenta la rivelazione di Dio all'uomo, è appunto la Parola di Dio.

Senza l'opera dello Spirito Santo:

 

NON VI POTREBBE ESSERE FEDE IN CRISTO 

Lo Spirito Santo riesce a produrre fiducia nell'individuo. L'ascolto della predicazione dell'Evangelo, guidata dallo Spirito Santo, riesce ad illuminare gli uomini prima di tutto sulla loro vera condizione di peccatori, poi dona loro fede per riconoscere che la Scrittura è veramente la Parola di Dio de­gna di fiducia. Ma è lo Spirito Santo che compie quest'opera: "Quando sarà venuto (lo Spirito Santo), convincerà il mondo quanto al peccato, alla giu­stizia e al giudizio" (Giovani 16:8). Nessuno potrà mai convincere le co­scienze e donare la fede necessaria per porre la propria fiducia in Cristo tranne che lo Spirito Santo. Le argomentazioni più abili intorno alla verità, senza l'opera dello Spirito di Dio, non potranno mai compiere il miracolo di produrre fede, cioè una totale fiducia per arrendere la propria vita a Gesù Cristo, il divino Salvatore.

Senza lo Spirito Santo:

 

NON SAREBBE POSSIBILE LA NUOVA NASCITA 

Sono precise ed inequivocabili le parole di Gesù a Nicodemo: "In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il Regno di Dio... se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito" (Giovanni 3:3,5,6).

La rigenerazione o "nuova nascita" è resa possibile dall'intervento dello Spirito Santo che permette al credente in Cristo di essere purificato "col lavacro dell'acqua mediante la Parola" (Efesini 5:26).

"Avendo purificato le anime ...coll'ubbidienza alla verità ...poiché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la Parola di Dio vivente e permanente" (1 Pietro 1:22,23) e ancora: "A tutti quelli che l'hanno ricevuto (Cristo) ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quel­li, cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo ma sono nati da Dio" (Giovanni 1:12,13).

Senza l'opera dello Spirito Santo:

 

NON SAREBBE POSSIBILE UN RAPPORTO DIRETTO CON DIO 

Lo Spirito Santo, come Vicario di Gesù Cristo, ci introduce a Dio Padre: "... Per mezzo di Lui (Cristo Gesù)... abbiamo accesso al Padre in un me­desimo Spirito" (Efesini 2:18). Infatti, per l'opera di Gesù, "Via, verità e vita", possiamo andare al Padre, ma è lo Spirito Santo che rende attuale questa verità anche per noi che viviamo oggi dopo venti secoli dal sacrificio di Cristo. Questa distanza "storica" è colmata dal fatto che lo Spirito Santo è all'opera come allora anche oggi e lo sarà fino al ritorno del Signore.

Un altro testo che parla di questa "comunione", o rapporto diretto, at­tuale e vibrante con Dio, è il seguente: "... Lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili" (Romani 8:26).

È l'intervento insostituibile dello Spirito Santo che rende potente la pre­ghiera. Questo tipo di rapporto vivo con Dio è descritto mirabilmente dal testo che segue: "Ma voi diletti, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del Signor nostro Gesù Cristo per aver la vita eter­na" (Giuda 20,21).

Infine senza l'opera dello Spirito- Santo:

 

NON SAREBBE REALIZZABILE UNA VITA CRISTIANA VITTORIOSA 

Senza la presenza e la potenza dello Spirito di Dio, i cristiani sarebbero in continua crisi spirituale, "sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina; per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici del­l'errore" (Efesini 4:14), alberi d'autunno senza frutto.

Ma Gesù promise: "Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Sa­maria, e fino all'estremità della terra" (Atti 1:8).

Un genuino battesimo nello Spirito Santo non soltanto si manifesterà con l'ineffabile esperienza del "segno iniziale" delle lingue, ma renderà il cre­dente vittorioso con una testimonianza autorevole e fedele a Cristo, per mettere in effetto "tutto quello che Egli ha comandato", perché: "Tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede" (1 Giovanni 5:4), ed ancora: "Noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Poiché non avete ricevuto lo spi­rito di servitù per ricader nella paura; ma avete ricevuto lo spirito d'adozione, per il quale gridiamo: "Abba! Padre!" Lo Spirito stesso attesta insieme al no­stro spirito, che siamo figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo an­che glorificati con lui" (Romani 8:37,15-17).

Questo sentimento di sicurezza gioiosa ed ottimistica è fondato sulla realtà della presenza e della potenza dello Spirito Santo nella vita del cre­dente.

Non possiamo fare a meno dello Spirito Santo, senza il Quale la fede cristiana si ridurrebbe ad una entusiasmante e teorica forma filosofica, senza possibilità di una verifica sperimentale e pratica nell'esistenza quo­tidiana.

 

 

CON L'ESPRESSIONE "BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO", NEL MONDO PENTECOSTALE SI INDICA UN'ESPERIENZA SIMILE A QUELLA REALIZZATA DAI DISCEPOLI IL GIORNO DELLA PENTECOSTE. HO NOTATO PERÒ CHE QUESTA DEFINI­ZIONE NON È PRESENTE NELLA BIBBIA. PERCHÉ? 

 

E’ bene precisare che la definizione "Battesimo nello Spirito Santo" non si trova espressa esplicitamente nel Nuovo Testamento, ma è stata co­niata per definire l'esperienza fatta dal credente, distinta e susseguente a quella della "nuova nascita" in Cristo, e simile a quella realizzata dai di­scepoli del Signore il giorno della Pentecoste.

La Scrittura indica quest'esperienza biblica e dinamica con espressioni diverse:

 

a. Spandere lo Spirito Santo

- "... Spanderò il mio Spirito sopra ogni carne ..." (Gioele 2:28).

- "... Spanderò in quei giorni il mio Spirito ..." (Gioele 2:29).

- "... Finché su noi sia sparso lo Spirito dall'alto" (Isaia 32:15).

- "... Spanderò il mio Spirito sulla tua progenie ..." (Isaia 44:3).

b. Battezzare con lo (nello) Spirito Santo e con (nel) fuoco "'

- "... Battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco ..." (Matteo 3:11).

- "... Battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco ..." (Luca 3:16).

c. Battezzare con lo (nello) Spirito Santo "'

- "... Battezzerà con lo Spirito Santo ..." (Marco 1:8).

- "... Quel che battezza con lo Spirito Santo ..." (Giovanni 1:33).

- "Sarete battezzati con lo Spirito Santo ..." (Atti 1:5).

- "... Sarete battezzati con lo Spirito Santo ..." (Atti 11:16).

l) Vedi nota in Matteo 3:11 ecc. su la Sacra Bibbia, Versione Riveduta. L'uso della prepo­sizione "con" nelle versioni Diodati e Riveduta della Sacra Bibbia in lingua italiana è da at­tribuire al fatto che Giovanni Diodati credeva al battesimo per aspersione.

 

d. La promessa del Padre

- "... quello che il Padre mio ha promesso ..." (Luca 24:49).

- "... la promessa del Padre ..." (Atti 1:4).

e. Il dono dello Spirito Santo

- "... Riceverete il dono dello Spirito Santo ..." (Atti 2:38).

- "... il dono dello Spirito Santo ..." (Atti 10:45).

- "... Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono" (Atti 11:17).

f. Rivestimento di potenza

- "... Dall'alto siate rivestiti di potenza ..." (Luca 24:49).

- "... Riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi ..." (Atti 1:8).

g. Ricevere lo Spirito Santo

- "... Essi ricevettero lo Spirito Santo" (Atti 8: Ì7).

- "... Che colui al quale io imponga le mani riceva, lo Spirito Santo" (Atti 8:19).

- "... Hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi stessi?" (Atti 10:47).

- "... Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?" (Atti 19:2).

h. Discendere dello Spirito Santo

- "... Lo Spirito Santo càdde su tutti coloro che udivano la Parola" (Atti 10:44).

- "... Lo Spirito Santo scese su loro, com'era sceso su noi da principio" (Atti 11:15).

- "... E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano" (Atti 19:6).

i. Dare lo Spirito Santo

"... dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna differenza fra noi e loro ..." (Atti 15:8).

 

I SETTE BATTESIMI

Nel Nuovo Testamento appaiono sette diversi battesimi. Riportiamo versi biblici più significativi che ne rivelano la natura.

 

1. Il battesimo di Giovanni

".:. Ed erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro pec­cati ..." (Matteo 3:6).

"... Predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati" (Matteo 1:4).

"... (Io) sono venuto a battezzare con (in) acqua ..." (Giovanni 1:31).

 

I versi biblici riguardanti il battesimo di Gesù da parte di Giovanni in­segnano la verità relativa alla Sua identificazione con l'uomo peccatore.

 

"Allora Gesù... si recò... da Giovanni per essere da lui battezzato" (Matteo 3:13). 

fu battezzato da Giovanni nel Giordano" (Marco 1:9).

"... essendo Gesù stato battezzato ..." (Luca 3:21).

 

2. Il battesimo dei discepoli

"...Gesù... quivi... battezzava" (Giovanni 3:22).

"... Egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni (quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi dir. cepoli)" (Giovanni 4:1-2).

"Colui che mi ha mandato a battezzare. con .(in) acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi è quel che battezza con lo (nello) Spirito Santo" (Giovanni 1:33).

 

3. Il battesimo nella sofferenza

"Ma v'è un battesimo del quale ho da esser battezzato; e come sono an­gustiato finché non sia compiuto!" (Luca 12:50).

 

4. Il battesimo nella nuvola e nel mare

"... tutti furon battezzati, nella nuvola e nel mare, per essere di Mosè" (1 Corinzi 10:2).

 

5. Il battesimo cristiano

"Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e della Spirito Santo, insegnando loro d'osservare tutte quante le cose che v'ho comandate" (Matteo 28:19).

"Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato" (Marco 16:16).

"Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo" (Atti 2:38).

"Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio)" (1 Pietro 3:21).

 

6. Il battesimo nel Corpo di Cristo

"Infatti noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di (da) un unico Spirito per formare un unico corpo ..." (1 Corinzi 12:13).

"Voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo" (Ga‑

lati 3:27).

 

7. Il battesimo nello Spirito Santo

"... Sarete battezzati con lo (nello) Spirito Santo ..." (Atti 1:5).

"... Sarete battezzati con lo (nello) Spirito Santo" (Atti 11:16).

 

Da un esame sia pur sommario, ma esauriente, del Nuovo Testamento risulta che il termine battesimo (in greco, baptismos) è usato 23 volte, men­tre il verbo battezzare (in greco, baptizo, forma frequentativa del verbo bapto), nei diversi tempi, è usato 77 volte.

Il verbo "bapto" significa immergere, sommmergere o seppellire, qualunque sia l'elemento usato.

Per analogia, se esiste un battesimo in acqua come l'atto di immergere,

è logico che possa essere coniata la definizione "battesimo nello Spirito Santo", l'atto divino di immergere il credente nello Spirito Santo.

 

TRE BATTESIMI OGGI

Se si considerano attentamente i sette battesimi indicati precedentemen­te, si noterà che i primi quattro si riferiscono all'antico patto, prima della morte e resurrezione di Gesù. Nella dispensazione attuale, quella della grazia, invece, sussistono gli ultimi tre.

 

Il battesimo nel corpo di Cristo, che si riferisce alla salvezza: "il batte­simo da un unico Spirito per formare un unico corpo" (1 Corinzi 12:13). In questo caso l'Agente è lo Spirito Santo, che immerge il credente per farlo essere una cosa sola con "l'elemento" comune a tutti i credenti in Cristo, vale a dire "il Suo corpo", la chiesa o "compagnia dei rigenerati".

 

Il battesimo in acqua è la testimonianza del ravvedimento e della vita nuova in Cristo. È la "confessione" della conversione a Cristo, avvenuta per l'azione dello Spirito Santo a seguito della predicazione dell'Evangelo.

In questo caso l'agente è la persona che battezza e l'elemento è l'acqua. Questo atto è simbolico della morte e della resurrezione del credente con Cristo.

 

Il battesimo nello Spirito Santo è appunto l'immersione del credente nello Spirito Santo. Un'esperienza questa, susseguente a quella della salvez­za, e che ha lo scopo di rendere i credenti ripieni dello Spirito di Dio per essere da Lui controllati e potenziati, per testimoniare nel mondo con una vita di santità e fedeltà a Cristo e all'Evangelo. In questo caso l'Agente è Gesù stesso. "Egli dunque, essendo stato esaltato alla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete ed udite" (Atti 2:33). L'"Elemento" evidentemente è lo Spirito Santo.

Il termine "battesimo", quindi, può essere usato per indicare l'esperienza dell'effusione dello Spirito Santo, in quanto questa espressione è concorde con l'insegnamento globale del Nuovo Testamento.

 



 

IL "BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO" È UNA ESPERIENZA LIMITATA AL GIORNO DELLA PENTECOSTE, OPPURE UNA PROMESSA PERENNE PER TUTTI I CRISTIANI? 

 

Alcuni affermano che il risveglio evangelico pentecostale è tutto fonda­to su una erronea interpretazione della Sacra Scrittura e coloro che ricevono "il battesimo nello Spirito Santo" si illuderebbero di fare un'espe­rienza profonda con Dio, mentre sarebbe soltanto il risultato di autosug­gestione ed emotività.

Per procedere ad una analisi obiettiva e serena dell'argomento sarà ne­cessario prendere in esame i seguenti aspetti:

 

LA TESTIMONIANZA DELLA BIBBIA

Dal punto di vista cristiano ed evangelico è fondamentale che ogni dot­trina e tutte le esperienze di carattere spirituale siano giudicate alla luce della Parola di Dio. Un assioma molto noto tra gli evangelici è il seguente: "Parliamo quando la Bibbia parla e taciamo quando la Bibbia tace".

Che cosa dice la Sacra Scrittura riguardo al "battesimo nello Spirito San­to"?

Lo Spirito Santo è promesso nell'Antico Testamento: "E, dopo questo, av­verrà che io spanderò il Mio Spirito sopra ogni carne, e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. E anche sui servi e sulle serve, spanderò in quei giorni il Mio Spirito" (Gioele 2:28,29).

Lo Spirito Santo è promesso nel Nuovo Testamento:

 

a. La testimonianza di Giovanni il Battista

"Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma Colui che viène dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portarGli i cal­zari; Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco" (Matteo 3:11);

"Io vi ho battezzati con acqua, ma Lui vi battezzerà con lo Spirito Santo" (Marco 1:8);

"Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien Colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio. dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco" (Luca 3:16);

"E io non Lo conoscevo; ma appunto perché Egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con acqua. E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fer­marsi su di Lui. E io non Lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo" (Giovanni 1:31-33).

 

b. La promessa di Cristo stesso.

"Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è' a voi, rimanete in questa città, finché dall'alto siate rivestiti di potenza" (Luca 24:49);

"E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, Egli disse, avete udita da Me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete bat­tezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni. 

Quelli dunque che erano radunati, gli domandarono: Signore, è egli in que­sto tempo che ristabilirai il regno ad Israele? Egli rispose loro: Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla Sua propria' autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e Mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra" (Atti 1:4-8).

 

c. La conferma di Pietro.

"E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del. mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna. in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del' Signore" (Atti 2:18-20).

Tutti questi versi biblici si riferiscono all'evento storico chiamato universalmente nel cristianesimo, "il giorno della Pentecoste". Ma questa bene­dizione era soltanto per quell'occasione unica nel suo genere, oppure il Nuovo Testamento testimonia che è un'esperienza promessa a tutti i cri­stiani d'ogni tempo?

Senza ombra di dubbio si può affermare che quel "dono", quel "regalo" divino è per sempre. Infatti, l'apostolo Pietro nel suo primo sermone di­chiara: "Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà" (Atti 2:38-39).

Una dichiarazione tanto precisa non può assolutamente essere negata, an­che se non ci fossero altri versi biblici a riprova.

 

Il caso dei Samaritani

I Samaritani avevano "ricevuto la Parola di Dio" ed erano stati "battez­zati uomini e donne". Gli apostoli ch'erano a Gerusalemme "vi mandarono Pietro e Giovanni. I quali, essendo discesi là, pregarono per loro affinché ri­cevessero lo Spirito Santo; poiché non era ancora disceso sopra alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signor Gesù. Allora imposero loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo" (Atti 8:15,16,17).

 

Il caso di Paolo

"E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo" (Atti 9:17).

"Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi" (1 Corinzi

14:18).

 

Il caso di Cornelio.

«Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udi­vano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, ri­masero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio" (Atti 10:44-46).

 

Il caso dei discepoli di Efeso

«Riceveste voi lo Spirito Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non ab­biamo neppur sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati battezzati? Ed essi risposero: Del battesimo di Giovanni. E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in Colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù" (Atti 19:2-4).

Dei versi citati è provato al di là d'ogni dubbio che dopo il giorno della Pentecoste l'esperienza del battesimo nello Spirito Santo si è ripetuta nel tempo.

 

LA TESTIMONIANZA DELLA STORIA

Oltre alla testimonianza della Scrittura, che per i cristiani evangelici e l'autorevole regola di fede e di condotta, abbiamo anche prove storiche di documenti lasciatici da antichi scrittori cristiani:

Clemente d'Alessandria (150-212) nella sua prima epistola, capitolo 2, scriveva: "Poiché vi è stata data una pace profonda ed abbondante ed avete avuto un desiderio insaziabile di fare il bene, mentre una piena effusione dello Spirito Santo è stata su tutti voi".

Ireneo (175-202), vescovo di Lione, in Adversus Haereses, prima elabo­razione sistematica della teologia cristiana, scriveva: "Vediamo molti fratelli' nella Chiesa che hanno doni profetici e parlano in ogni sorta di lingua per lo Spirito".

Tertulliano (160-220) di Cartagine, apologeta cristiano in lingua latina, afferma che ai suoi giorni si manifestavano doni spirituali e lingue straniere.

Agostinò (354-430) scriveva: "Noi. ancora facciamo quello che gli apostoli fecero quando imposero le mani sui Samaritani ed invocarono lo Spirito Santo su loro... Si attende che i convertiti parlino in lingue nuove".

Tra le molte testimonianze del periodo post-apostolico possediamo quella di Giovanni Crisostomo (305-407), vescovo di Costantinopoli, il quale, af­fermando che nel suo tempo il "parlare ín lingue" era scomparso, scriveva: "Chiunque era battezzato nei giorni apostolici parlava in lingue".

Queste sono alcune testimonianze a riprova che il battesimo nello Spirito Santo non è un'esperienza unica limitata al giorno di Pentecoste ma, al­meno fino a tutto il secondo secolo, era esperienza comune tra i cristiani.

Antichi scrittori cristiani, sia greci che latini, testimoniano del fatto che nel secondo secolo e dopo, era consuetudine pregare perché i cristiani fos­sero riempiti dello Spirito Santo, come accadeva nei tempi delle origini.

Nella Chiesa cristiana dei primi secoli si è sempre seguito il modello bi­blico presentato dall'Apostolo Pietro il giorno della Pentecoste:

- conversione

- battesimo in acqua

- battesimo nello Spirito Santo, come distinti passi di fede del credente, tanto è vero che ne è rimasta traccia cristallizzata nella "cresima" o "con­fermazione" che, sia nella chiesa cattolica romana che in altre chiese sto­riche, è riconosciuta come il momento quando il fedele riceve lo Spirito Santo.

 

LA TESTIMONIANZA DÌ MILIONI DÌ CRISTIANI

Se l'attuale esperienza che i cristiani fanno del battesimo nello Spirito Santo fosse soltanto fondata su un fattore emotivo, bisognerebbe spiegare come questo grande risveglio cristiano, sorto spontaneamente in diverse parti del mondo all'inizio del nostro secolo, continui ancora oggi a rappre­sentare un movimento cristiano evangelico che conta oggi oltre sessantadue milioni di credenti sparsi in tutte le parti del nostro pianeta.

Centinaia di migliaia di comunità cristiane, composte da credenti fedeli a "Tutto l'Evangelo" attivi nell'opera di evangelizzazione come pure opere sociali di vario genere (asili, orfanotrofi, centri di riabilitazione per tossico­dipendenti, case di riposo per anziani, ecc.), riaffermano praticamente l'at­tualità del messaggio dell'Evangelo nella società moderna.

Il rapido sviluppo del "risveglio" è soltanto il risultato della totale fiducia nell'autorità della Bibbia, "ispirata Parola di Dio, unica, infallibile, ed au­torevole regola di fede e condotta".

Nella certezza che "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi ed in eterno", siamo cristiani disposti a credere che "il tempo dei miracoli non è passato" e che Dio per mezzo di Gesù Cristo, il divino Salvatore, opera ancora oggi e spande lo Spirito Santo per compiere una totale "liberazione" da ogni forma di paganesimo.

Il battesimo nello Spirito Santo è ancora oggi la "Promessa del Padre" ed è una realtà. La promessa è per chi ritiene di appartenere al numero di "quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà" (Atti 2:39).

 

 

 

È VERO CHE LA "GLOSSOLALIA" O "PARLARE IN ALTRE LINGUE" È L'EVIDENZA INIZIALE DEL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO? 

 

"E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi" (Atti 2:4).

 

Questa è la seconda domanda di un nostro lettore sull'importante dottrina del battesimo nello Spirito Santo. Dopo aver dimostrato che la benedizione dello Spirito Santo è distintiva per tutta l'era cristiana ed ha un carattere universale, con grande obiettività domandiamoci se si manifesta in modo evidente.

 

UN PRINCIPIO BIBLICO

Nel Nuovo Testamento ogni esperienza fondamentale della vita cristiana si manifesta ín modo evidente per cui c'è una testimonianza "interiore" ed una "esteriore".

Prendiamo ad esempio l'esperienza della "rigenerazione" o "nuova na­scita", che si identifica con la conversione a Dio per mezzo del riconosci­mento del sacrificio espiatorio di Cristo per i peccati dell'individuo e con l'accettazione di Gesù quale personale Salvatore e Signore.

Indubbiamente, questa . esperienza inizia con la crisi interiore dell'indi­viduo che è condotto dallo Spirito Santo a riconoscersi peccatore e ad im­plorare a Dio il perdono dei suoi peccati.

Ne consegue però che questa "nuova nascita" non soltanto si realizza "interiormente" con la liberazione dal senso di colpa, con la certezza della vita eterna e la testimonianza dello Spirito Santo "che testimonia al nostro spirito che siamo figliuoli di Dio" (Romani 8:16), ma si manifesta anche "esteriormente" con una esistenza trasformata dalla potenza di Dio, con un mutamento di interessi, di carattere e di scopi.

Così per il battesimo dello Spirito Santo. Il Nuovo Testamento dimostra che è una esperienza definita sia a livello "interiore" che "esteriore", sia per colui che la riceve che per coloro che assistono al verificarsi dell'even­to.

Sarebbe illogico quindi giungere alla conclusione che "esperienze" cri­stiane manifestatesi nella Scrittura in questo modo avrebbero acquistato in seguito un carattere soltanto interiore.

Inoltre, inspiegabilmente, mentre ci si aspetta come prova della "rigene­razione" in Cristo una vita trasformata che si chiama dottrinalmente "sal­vezza", come anche a riprova della santificazione del credente si attende la testimonianza di una condotta consona all'insegnamento di Cristo in ub­bidienza alla Parola di Dio, per il battesimo dello Spirito Santo si tenta di ridurre l'esperienza a qualcosa di tanto interiore e personale che rimar­rebbe totalmente sconosciuto agli altri.

 

L'EVIDENZA DEL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO

Stabilito che biblicamente ogni esperienza fondamentale della vita cri­stiana ha una evidenza "interiore" ed una "esteriore", esaminiamo ciò che il Nuovo Testamento afferma riguardo al battesimo nello Spirito Santo:

 

a) Il giorno della Pentecoste

"E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel me­desimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov'essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi" (Atti 2:1-4).

In questa occasione è fuori dubbio che i discepoli interiormente "furono ripieni dello Spirito Santo" ed esteriormente "... cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi".

La promessa universale del "dono dello Spirito Santo" è inequivocabil­mente collegata al fatto che il "parlare in altre lingue" sia l'evidenza iniziale di questo "dono". Infatti, l'Apostolo Pietro lo confermerà in seguito dicen­do: "... Lo Spirito Santo scese su loro, com'era sceso su noi da principio" (Atti 11:15).

 

b) I credenti di Samaria

Filippo aveva predicato Cristo nella città di Samaria e molti avendo cre­duto all'Evangelo "furono battezzati". "Or gli apostoli ch'erano a Gerusa­lemme, avendo inteso che la Samaria aveva ricevuto la parola di Dio, vi man­darono Pietro e Giovanni. I quali, essendo scesi là, pregarono per loro af­finché ricevessero lo Spirito Santo... Allora imposero loro le mani, ed essi ri­cevettero lo Spirito Santo. Or Simone, vedendo che per l'imposizione delle mani degli apostoli era dato lo Spirito Santo, offerse loro del danaro..." (Atti 8: 14,15,17,18).

In questo caso non è indicata la manifestazione del battesimo nello Spi­rito Santo, ma l'astuta ed interessata richiesta di Simone prova che certa­mente v'era stata un'evidenza esteriore. Almeno per via di logica si po­trebbe affermare che vi potevano essere state "altre lingue", come qualsiasi altra manifestazione. Tuttavia, alla luce delle altre "esperienze pentecostali" susseguenti, le "altre lingue", come evidenza iniziale del "dono dello Spirito Santo", soddisfano appieno il contesto.

 

c) L'esperienza dell'Apostolo Paolo

La conversione di Saulo da Tarso e la sua esperienza dello Spirito Santo, come parte dell'adempimento del mandato divino al cristiano Anania, ri­velano che la "pienezza dello Spirito" si manifestò nell'apostolo delle Genti col segno delle lingue, delle quali parla circa venti anni dopo, quando, scri­vendo aí cristiani dí Corinto, afferma: "Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi" (1 Corinzi 14:18).

 

d) I credenti di Cesarea

Nel caso di coloro che si erano riuniti in casa di Cornelio, centurione romano, per ascoltare il messaggio cristiano di Pietro, è detto: "Mentre Pie­tro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili,. poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio" (Atti 10:44-46).

Senza ombra di dubbio, qui viene dichiarato che l'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo è "il parlare in altre lingue" perché i cristiani ebrei, pieni di pregiudizi verso i non ebrei, dovettero accettare "che il dono dello Spirito Santo fosse sparso ANCHE SUI GENTILI poiché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Iddio".

Questa "esperienza" non può fare altro che confermare come nella Chiesa cristiana dell'era apostolica il "parlare in altre lingue" fosse l'evi­denza iniziale del battesimo nello Spirito Santo.

 

e) I credenti di Efeso

Anche in questo caso i credenti, dopo aver accettato Gesù Cristo come personale Salvatore e Signore ed avere suggellato la propria fede in Lui con il battesimo cristiano, ricevettero lo Spirito Santo, ed a questo proposito è detto: "...furono battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lin­gue, e profetizzavano" (Atti 19:5-6). Anche in questo caso dunque il "par­lare in altre lingue" viene indicato come l'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo.

 

 

CONCLUSIONI

Il risultato obiettivo dell'esame di quanto afferma il Nuovo Testamento riguardo all'evidenza del battesimo nello Spirito Santo è il seguente:

a) Su cinque casi descritti, tre affermano chiaramente che il segno del "parlare in altre lingue" accompagna l'esperienza del "dono dello Spirito Santo". Negli altri due casi e cioè, il primo, quello di Paolo, ci viene data una conferma tardiva, ventiquattro anni dopo, dall'apostolo stesso quando scrive ai cristiani di Corinto; il secondo, invece, il caso dei Samaritani, in­vece rimarrebbe dubbio, ma sussistono almeno delle ragioni logicamente valide per credere che anch'essi parlarono in altre lingue.

b) Secondo una tavola cronologica degli eventi del libro degli Atti degli Apostoli (con un margine d'errore di uno-due anni), il giorno della Pen­tecoste cadde il 30 d.C.; la conversione dei Samaritani uno o due anni dopo; la conversione di Saulo da Tarso tra il 32 e il 35 d.C.; verso il 43 d.C., cioè circa 13 anni dopo la Pentecoste, avvenne la conversione di Cor­nelio e l'esperienza dei credenti ad Efeso nel 54-57 d.C.. Quindi, circa ventiquattro anni dopo la Pentecoste, e proprio in quel periodo, da Efeso pro­babilmente Paolo scrisse ai Corinzi della sua personale esperienza del "par­lare in altre lingue". Questo conferma che la Chiesa cristiana dell'era apo­stolica riconosceva "il parlare in altre lingue" come l'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo.

c) Esiste anche un principio stabilito da alcuni esperti di scienze bibliche: la legge della triplice menzione negli scritti dell'Evangelista Luca (Vangelo ed Atti), cioè ogni dottrina cristiana fondamentale è riportata almeno tre volte. Secondo questa "legge", il caso dell'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo con il segno del "parlare in altre lingue" è ripetuto tre volte, in Atti 2,10 e 19.

d) All'obiezione di alcuni che il battesimo dello Spirito Santo ha sempre una evidenza "esteriore", e questa non è necessariamente il segno delle lin­gue ma può essere una qualsiasi altra manifestazione dei carismi dello Spi­rito Santo, si può rispondere obiettivamente che se si esaminano senza al­cun preconcetto i casi descritti negli Atti degli Apostoli sí nota che esistono varianti secondarie come il "suono di vento impetuoso che soffia" e "lingue come di fuoco che si dividevano", in Atti 2; "magnificavano Iddio", in Atti 10; "profetizzavano", in Atti 19, ma l'evidenza costante è sempre quella del "parlare in altre lingue".

e) Nel Nuovo Testamento è stato esaminato soltanto il libro degli Atti degli Apostoli, ma non si può dimenticare quanto il Signore stesso ha af­fermato in Marco capitolo 16: "Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto:... parleranno in lingue nuove;..." (v.17). Questo "segno" risulta accettato dalla Chiesa cristiana del Nuovo Testamento e deve, quindi, essere ritenuto valido da quanti desiderano ritornare alla dot­trina e all'esperienza della Chiesa cristiana dell'era apostolica.

Una precisazione conclusiva importante è che il "parlare in altre lingue come lo Spirito dà d'esprimersi" è soltanto l'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo, ma esiste una evidenza pratica continua che si mani­festa con una condotta etica e morale che esprime totale fedeltà agli in­segnamenti di Cristo così come sono espressi nella Sacra Scrittura.