HUSS JAN Giovanni

HUSS JAN /GIOVANNI

Il Riformatore Boemo

Nato a Hunsinec, Boemia nel 1372c

Morto (mandato al rogo) a Costanza, Germania nel 1415

Nel 1360, il re di Boemia (corrispondente oggi alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia) invitò un certo Corad di Waldhausen a predicare contro la corruzione nella Chiesa. Fu l'inizio di un movimento di riforma in Boemia.

La figura leader di tale movimento fu Giovanni Huss, nato intorno al 1372 in Boemia, da una famiglia di umili origini.

Nel 1390 Giovanni andò a studiare all'università di Praga, dove, ordinato sacerdote, nel 1402, fu nominato rettore e predicatore alla cappella Betleem, costruita da un ricco mercante, che intendeva farne un centro per la predicazione riformata. Ogni giorno vi erano enunciati due sermoni in lingua ceca. Cosi, a Huss fu assegnata una posizione chiave nell'ambito del movimento della riforma.

Fin dal 1382 vi erano stretti legami fra L'Inghilterra e la Boemia. Gli scritti di Wycliffe erano già conosciuti in Boemia nel XIV secolo, ma nel 1401 Girolamo di Praga portò con sé, di ritorno dall'Inghilterra, le copie di una buona parte delle sue opere teologiche più rivoluzionarie. Questo fatto scatenò una controversia in Boemia, che portò alcuni a difendere le sue idee innovatrici, altri invece a condannarle. Dopo un'attenta lettura di questi testi, Huss ne fece un minuzioso confronto con le Sacre Scritture, dichiarandosi sostenitore delle tesi di Wycliffe.

 

Giovanni Huss:

  • sostenne l'assoluta autorità della Scrittura in materia di fede;
  • rifiutò il culto delle immagini;
  • denunciò il traffico delle indulgenze;
  • protestò contro la corruzione del clero;
  • spinse e favorì un maggiore coinvolgimento laico.

Huss approvò anche la posizione di Wycliffe su un punto di estrema rilevanza, rimarcando la necessità di passare da una chiesa istituzionale con la relativa gerarchia, a una 'chiesa invisibile degli eletti'. Si trattava, quindi, di un passo cruciale, in quanto poneva le basi non soltanto per un rifiuto dell'autorità ecclesiale preesistente, ma anche il passaggio da una chiesa meramente ritualistica a una chiesa/comunità più consona alle prospettive bibliche.

Nonostante il divieto papale alla predicazione nelle cappelle, compresa quella di Betleem, Huss rifiutò di sottostare a tale imperativo, e cosi, nel 1410 su segnalazione dell'arcivescovo, fu scomunicato da papa Giovanni XXIII. Huss continuò il suo ministero a Praga e nelle campagne vicine, iniziando un grande movimento di Risveglio tra il popolo boemo. Convocato a Costanza dinanzi al Concilio, pur se munito di un salvacondotto che gli garantiva l'incolumità, fu ugualmente arrestato e imprigionato.

Risoluto nel rifiuto a rinnegare le proprie dottrine di fede, dopo aver affermato che: "non volevo scandalizzare il popolo che avevo condotto sulla via della Verità", fu processato dal Concilio, nonostante tutte le garanzie che gli erano state concesse, quindi giudicato colpevole di eresia. Condotto alla periferia della città, fu arso vivo come eretico il 6 luglio 1415.

Ancora oggi dai Cechi è considerato martire ed eroe nazionale, vuoi per le sue idee riformatrici e la sua difesa dell'indipendenza della Nazione contro l'invadenza tedesca, vuoi per i suoi scritti che unificarono ed elevarono a dignità letteraria la lingua nazionale, fissandone anche le regole della grafia.

Mentre Huss era ancora in prigione, il numero dei seguaci delle sue idee si moltiplicò rapidamente in tutta la Boemia, dando vita al movimento Hussita (l'Hussitismo). Dopo alterne vicende, un gruppo rimasto fedele alle dottrine propugnate da Huss, si ritirò su una zona montuosa della nazione, assumendo il nome di Taboriti, progenitori della Comunità dei Fratelli Boemi, in stretta unione con le comunità Valdesi (Italia). Nel 1500 raggiunsero oltre i centomila adepti, dando origine all'attuale Chiesa Boema, o Chiesa dei Fratelli Moravi, tuttora molto attiva, particolarmente in campo missionario.

UN BREVE PENSIERO DI HUSS

Una cosa è essere della Chiesa, ben altra è essere nella chiesa. Chiaramente, non ne consegue che tutte le persone viventi che sono nella chiesa siano della Chiesa. Al contrario, sappiamo che le zizzanie crescono in mezzo al grano.

De Ecclesia, cap. 3