Dizionario Biblico

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Rabb́ (parola aramaica che significa:mio maestro)

Ai tempi di Gesù era un titolo onorifico riservato a persone di grande reputazione, solo in seguito fu attribuito ai dottori della legge. Nel N.T. è riferito agli scribi e ai farisei che Gesù apertamente condanna (Mt 23:2-41). Questo titolo, però, è conferito anche a Gesù (Mt 26:25; Mc 9:5; Gv 1:38, 49; Gv 3:2, 26 ecc.2).

Matteo 23:2 dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. 23:3 Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno. 23:4 Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito.

Matteo 26:25 E Giuda, il traditore, prese a dire: «Sono forse io, Maestro?» E Gesù a lui: «Lo hai detto». Marco 9:5 Pietro, rivoltosi a Gesù, disse: «Rabbì, è bello stare qua; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Giovanni 1:38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» 1:39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. 1:40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. 1:41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); 1:42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»). 1:43 Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: «Seguimi». 1:44 Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e di Pietro. 1:45 Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe». 1:46 Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere». 1:47 Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: «Ecco un vero Israelita in cui non c'è frode». 1:48 Natanaele gli chiese: «Da che cosa mi conosci?» Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto». 1:49 Natanaele gli rispose: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele». Giovanni 3:2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui» Giovanni 3:26 E andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno da lui».

Rabbino (dall’aramaico rabb́– maestro)

Con questo termine s’identifica un esperto studioso della Torah e della legge mosaica che, per le sue conoscenze, è in grado, previa ordinazione, di ministrare il culto nella religione ebraica. A lui competono anche le decisioni sulle regole alakiche (precetti rituali, morali, etici e alimentari).

Rabbuń (dall’aramaico rabb́– maestro)

Equivale al titolo di rabbì ma con un’accezione più intensa: profondo conoscitore delle Scritture. È anche un’espressione con cui ci si rivolge a Dio (Mc 10:50-52; Gv 20:161). Curiosità: i filologi ritengono che Giovanni non sia corretto nel definirla “lingua ebraica” poiché è sicuramente aramaica. È, comunque, doveroso dire che due delle tre maggiori fonti omettono il termine “ebraico”.

Marco 10:50 Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 10:51 E Gesù, rivolgendosi a lui, gli disse: «Che cosa vuoi che ti faccia?» Il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io ricuperi la vista». 10:52 Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». In quell'istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via. Giovanni 20:16 Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!»

Ragione (dal latino ratione(m) – facoltà di ragionare o di pensare)

Facoltà del conoscere, specifica della razza umana che, tra l’altro, permette di percepire, partendo da una premessa, le connessioni tra idee che possano essere rapportate e comparate con altre. Differenzia l’uomo (animale razionale) tanto dagli animali (istinto), quanto dall’operato del suo Creatore (conoscenza intuitiva). Quella umanistica è perennemente in contrasto con la fede che presuppone il credere indipendentemente dal razionale meramente umano.

Rancore (dal latino rancôre(m) - rancore)

Il rancore è un sentimento di avversione nei confronti di qualcuno per un torto subito o ritenuto tale. Ben l’hanno sperimentato gli Ebrei in Egitto (Es 1:121) e nell’arco della loro intera storia. Leggendo la Parola possiamo vedere che questo sentimento è, chiaramente, proibito (Le 19:182), sia perché contrario alla legge, sia perché capace di portare a estreme conseguenze (Mc 6:193). Iddio stesso può porlo in atto contro i Suoi avversari (Nu 1:2-34), infatti, ha talmente in abominio l’idolatria che non ha esitato a punire drasticamente il Suo stesso popolo (Sl 78:57-645) ma, nel Suo immenso amore, pur di recuperare il perduto, ha attirato su di Sé ogni ostilità (Eb 12:36).

Esodo 1:12 Ma quanto più lo opprimevano, tanto più il popolo si moltiplicava e si estendeva; e gli Egiziani nutrirono avversione per i figli d'Israele.

Levitico 19:18 Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il SIGNORE.

Marco 6:19 Perciò Erodiada gli serbava rancore e voleva farlo morire, ma non poteva.

Numeri 1:2 «Fate la somma di tutta la comunità dei figli d'Israele secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno, 1:3 dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che in Israele possono andare in guerra; tu ed Aaronne ne farete il censimento, secondo le loro schiere.

Salmi 78:57 Si sviarono e furono sleali come i loro padri; si rivoltarono come un arco fallace; 78:58 lo provocarono a ira con i loro alti luoghi, lo resero geloso con i loro idoli. 78:59 Dio udì, si adirò, ed ebbe per Israele grande avversione, 78:60 abbandonò il tabernacolo di Silo, la tenda in cui aveva abitato fra gli uomini; 78:61 lasciò condurre la sua forza in schiavitù e lasciò cadere la sua gloria in mano del nemico. 78:62 Abbandonò il suo popolo alla spada e si adirò contro la sua eredità. 78:63 Il fuoco consumò i loro giovani e le loro vergini non ebbero canto nuziale. 78:64 I loro sacerdoti caddero di spada e le loro vedove non fecero lamento.

Ebrei 12:3 Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d'animo.

Rapporti prematrimoniali

Certamente il rapporto intimo tra fidanzati, punito in tempi biblici con la morte di entrambi (Dt 22:23-241), che hanno già intrapreso il cammino verso il matrimonio, non può considerarsi alla stessa stregua del rapporto mercenario o del mordi e fuggi di molti giovani d’oggi, non per questo però, è da considerarsi legittimo, infatti, non solo è sconsigliato ma addirittura proibito, perché riservato solo alla vita coniugale (1 Co 7:2-92). È evidente che il matrimonio è un’assunzione di responsabilità e il donarsi reciprocamente è l’espressione più alta dell’amore di coppia proprio perché derivante da una castità rispettata e sofferta e può costituirsi solo sulla sicurezza di un’unione benedetta da Dio (Eb 13:43) per la creazione di un nuovo focolare permanente (Mt 19:5-64) con tutte le implicanze del caso.

Deuteronomio 22:23 Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, si corica con lei, 22:24 condurrete tutti e due alla porta di quella città, e li lapiderete a morte: la fanciulla, perché, essendo in città, non ha gridato; e l'uomo, perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai via il male di mezzo a te.

1Corinzi 7:2 ma, per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. 7:3 Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. 7:4 La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. 7:5 Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza. 7:6 Ma questo dico per concessione, non per comando; 7:7 io vorrei che tutti gli uomini fossero come sono io; ma ciascuno ha il suo proprio carisma da Dio; l'uno in un modo, l'altro in un altro. 7:8 Ai celibi e alle vedove, però, dico che è bene per loro che se ne stiano come sto anch'io. 7:9 Ma se non riescono a contenersi, si sposino; perché è meglio sposarsi che ardere.

Ebrei 13:4 Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri.

Matteo 19:5 "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?" 19:6 Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi».

Ravvedimento (dal greco metanoia - trasformazione della mente)

Riconoscersi peccatori (Pr 28:131), dolersi per il peccato commesso (At 2:37-382) e proporsi per un cambiamento sono certamente passi importantissimi ma non vi può essere una vera nuova nascita (Gv 3:3; 1 Gv 3:9-103) senza un profondo cambiamento (Is 1:16-184). Questa è l’unica via per accedere al perdono (At 2:38-39; 3:19; 5:30-31; 17:30-315) e alla salvezza (2 Co 7:106); se Cristo è la metà, il ravvedimento è il mezzo (Lc 24:46-477). Giustamente l’invito è pressante (Mc 1:15; At 3:19; Eb 3:7-11; 4:78) perché il premio è grande (2 Co 6:29), infatti … (Lc 15:7, 1010).

Proverbi 28:13 Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.

Atti 2:37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?» 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

Giovanni 3:3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 1Giovanni 3:9 Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio. 3:10 In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.

Isaia 1:16 Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male;1:17 imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova! 1:18 «Poi venite, e discutiamo», dice il SIGNORE: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana.

Atti 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 2:39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». Atti 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati Atti 5:30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno 5:31 e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati. Atti 17:30 Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, 17:31 perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

2Corinzi 7:10 Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte.

Luca 24:46 «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, 24:47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.

Marco 1:15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo». Atti 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati Ebrei 3:7 Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, 3:8 non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto, 3:9 dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto le mie opere per quarant'anni! 3:10 Perciò mi disgustai di quella generazione, e dissi: "Sono sempre traviati di cuore; non hanno conosciuto le mie vie"; 3:11 così giurai nella mia ira: "Non entreranno nel mio riposo!"» Ebrei 4:7 Dio stabilisce di nuovo un giorno - oggi - dicendo per mezzo di Davide, dopo tanto tempo, come si è detto prima: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!»

2Corinzi 6:2 poiché egli dice: «Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!

Luca 15:7 Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento. Luca 15:10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».

Razionalismo (dal latino rationâle(m) - razionale)

Il razionalismo è un sistema filosofico che, per raggiungere la certezza della conoscenza, sviluppa in modo troppo unilaterale l’autonomia della ragione, non concedendo il giusto peso ai sensi e al sentimento, senza tener conto, in campo religioso, della rivelazione come possibile base della verità. Con le sue ansiose pulsioni verso la libertà di pensiero basata sulla certezza della ragione, considera come debolezza ciò che proviene da vie diverse tipo l’autorità della fede e della tradizione senza rendersi conto che ciò porta irrimediabilmente, alla negazione del soprannaturale (Ro 1:18-221).

Romani 1:18 L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; 1:19 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 1:20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 1:21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. 1:22 Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti,

Re, primo libro dei

I due libri, narrano la storia dei re dalla morte di Davide (2:10-111) in poi. Il primo si sofferma in particolare su Salomone. Unto re (1:32-40, 482), si comporta da uomo saggio (3:16-283), sapiente (4:29-344), ricco e potente (4:22-28; 10:14-235) e da abile costruttore (7:1-126). Realizza il sogno di Davide (5:2-37) costruendo il Tempio (5:13-18; 6:1-1415-378) ma pecca gravemente contro Dio (11:1-89) che non tarda a punirlo (11:9-1310). Muore (11:42-4311) nel 931 a.C. Successivamente il regno è spartito: per Giuda, se ne narra la storia da Roboamo (12:21-2412) a Giosafat (22:5113); per Israele, da Geroboamo (12:2014) ad Acazia (22:52-5415).

1Re 2:10 Davide si addormentò con i suoi padri, e fu sepolto nella città di Davide. 2:11 Il tempo che Davide regnò sopra Israele fu di quarant'anni: regnò sette anni a Ebron e trentatré anni a Gerusalemme

1Re 1:32 Poi il re Davide disse: «Chiamatemi il sacerdote Sadoc, il profeta Natan e Benaia, figlio di Ieoiada». Essi vennero alla sua presenza e il re disse loro: 1:33 «Prendete con voi i servitori del vostro signore, fate salire Salomone mio figlio sulla mia mula, e conducetelo a Ghion. 1:34 In quel luogo il sacerdote Sadoc e il profeta Natan lo ungeranno re d'Israele. Poi sonate la tromba e gridate: "Viva il re Salomone!" 1:35 Voi risalirete al suo seguito, ed egli verrà, si metterà seduto sul mio trono, e regnerà al mio posto. Io nomino lui come principe d'Israele e di Giuda». 1:36 Benaia, figlio di Ieoiada, rispose al re: «Amen! Così voglia il SIGNORE, il Dio del re mio signore!» 1:37 Come il SIGNORE è stato con il re mio signore, così sia con Salomone, e renda il suo trono più grande del trono del re Davide, mio signore!» 1:38 Allora il sacerdote Sadoc, il profeta Natan, Benaia figlio di Ieoiada, i Cheretei e i Peletei scesero, fecero salire Salomone sulla mula del re Davide, e lo condussero a Ghion. 1:39 Il sacerdote Sadoc prese il corno dell'olio dal tabernacolo e unse Salomone. Sonarono la tromba, e tutto il popolo gridò: «Viva il re Salomone!» 1:40 Tutto il popolo risalì al suo seguito sonando flauti e abbandonandosi a una gran gioia, e la terra rimbombava delle loro grida. 1Re 1:48 poi ha detto: "Benedetto sia il SIGNORE, Dio d'Israele, che mi ha dato oggi uno che sieda sul mio trono, e mi ha permesso di vederlo con i miei occhi!"»

1Re 3:16 Allora due prostitute vennero a presentarsi davanti al re. 3:17 Una delle due disse: «Permetti, mio signore! Io e questa donna abitavamo nella medesima casa, e io partorii mentre lei stava in casa. 3:18 Il terzo giorno dopo il mio parto, partorì anche questa donna. Noi stavamo insieme, e non c'erano estranei; non c'eravamo che noi due in casa. 3:19 Poi, durante la notte, il figlio di questa donna morì, perché lei gli si era coricata sopra. 3:20 Lei, alzatasi nel cuore della notte, prese mio figlio dal mio fianco, mentre la tua serva dormiva, e lo adagiò sul suo seno, e sul mio seno mise il figlio suo morto. 3:21 Quando mi sono alzata al mattino per allattare mio figlio, egli era morto; ma, guardandolo meglio a giorno chiaro, mi accorsi che non era il figlio che io avevo partorito». 3:22 L'altra donna disse: «No, il figlio vivo è il mio, e il morto è il tuo». Ma la prima replicò: «No, invece, il morto è il figlio tuo, e il vivo è il mio». Così litigavano in presenza del re. 3:23 Allora il re disse: «Una dice: Questo che è vivo è mio figlio, e quello che è morto è il tuo; e l'altra dice: No, invece, il morto è il figlio tuo, e il vivo è il mio». 3:24 Il re ordinò: «Portatemi una spada!» E portarono una spada davanti al re. 3:25 Il re disse: «Dividete il bambino vivo in due parti, e datene la metà all'una, e la metà all'altra». 3:26 Allora la donna, a cui apparteneva il bambino vivo, sentendosi commuovere le viscere per suo figlio, disse al re: «Mio signore, date a lei il bambino vivo, e non uccidetelo, no!» Ma l'altra diceva: «Non sia mio né tuo; si divida!» 3:27 Allora il re rispose: «Date a quella il bambino vivo, e non uccidetelo; lei è sua madre!» 3:28 Tutto Israele udì parlare del giudizio che il re aveva pronunziato, ed ebbero rispetto per il re perché vedevano che la sapienza di Dio era in lui per amministrare la giustizia.

1Re 4:29 Dio diede a Salomone sapienza, una grandissima intelligenza e una mente vasta com'è la sabbia che sta sulla riva del mare. 4:30 La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e tutta la saggezza degli Egiziani. 4:31 Era più saggio di ogni altro uomo; più di Etan l'Ezraita, più di Eman, di Calcol e di Darda, figli di Maol; e la sua fama si sparse per tutte le nazioni circostanti. 4:32 Pronunziò tremila massime e i suoi inni furono millecinque. 4:33 Parlò degli alberi, dal cedro del Libano all'issopo che spunta dalla muraglia; parlò pure degli animali, degli uccelli, dei rettili, dei pesci. 4:34 Da tutti i popoli veniva gente per udire la saggezza di Salomone, da parte di tutti i re della terra che avevano sentito parlare della sua saggezza.

Re 4:22 La fornitura giornaliera di viveri per Salomone consisteva in trenta cori di fior di farina e sessanta cori di farina ordinaria; 4:23 in dieci buoi ingrassati, venti buoi di pastura e cento montoni, senza contare i cervi, le gazzelle, i daini e il pollame di allevamento. 4:24 Egli dominava su tutto il paese di qua dal fiume, da Tifsa fino a Gaza, su tutti i re di qua dal fiume, ed era in pace con tutti i confinanti all'intorno. 4:25 Gli abitanti di Giuda e Israele, da Dan fino a Beer-Seba, vissero al sicuro, ognuno all'ombra della sua vite e del suo fico, tutto il tempo che regnò Salomone. 4:26 Salomone aveva inoltre quarantamila greppie da cavalli per i suoi carri, e dodicimila cavalieri. 4:27 Quei prefetti, un mese all'anno per uno, provvedevano al mantenimento del re Salomone e di tutti quelli che venivano invitati alla sua mensa; e non lasciavano mancare nulla. 4:28 Facevano anche portare l'orzo e la paglia per i cavalli da tiro e da corsa nel luogo dove si trovava il re, ciascuno secondo gli ordini che aveva ricevuti. 1Re 10:14 Il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone era di seicentosessantasei talenti 10:15 oltre a quello che egli percepiva dai mercanti, dal traffico dei negozianti, da tutti i re d'Arabia e dai governatori del paese. 10:16 Il re Salomone fece fare duecento grandi scudi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro, 10:17 e trecento scudi d'oro battuto più piccoli, per ognuno dei quali impiegò tre mine d'oro; e il re li mise nella casa detta «Foresta del Libano». 10:18 Il re fece pure un gran trono d'avorio, che rivestì d'oro finissimo. 10:19 Questo trono aveva sei gradini; la sommità del trono era rotonda dalla parte di dietro; il seggio aveva due bracci, uno di qua e uno di là; presso i due bracci stavano due leoni, 10:20 e dodici leoni erano sui sei gradini, da una parte e dall'altra. Niente di simile era ancora stato fatto in nessun altro regno. 10:21 Tutte le coppe del re Salomone erano d'oro, e tutto il vasellame della casa, detta «Foresta del Libano», era d'oro puro. Nulla era d'argento; dell'argento non si faceva alcun conto al tempo di Salomone. 10:22 Infatti il re aveva in mare una flotta di Tarsis insieme con la flotta di Chiram; e la flotta di Tarsis, una volta ogni tre anni, veniva a portare oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 10:23 Così il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e per saggezza.

1Re 7:1 Poi Salomone costruì il suo palazzo, e lo terminò interamente in tredici anni. 7:2 Costruì la casa detta: «Foresta del Libano»; era di cento cubiti di lunghezza, di cinquanta di larghezza e di trenta d'altezza. Era basata su quattro ordini di colonne di cedro, sulle quali poggiava una travatura di cedro. 7:3 Un soffitto di cedro copriva le camere che poggiavano sulle quarantacinque colonne, quindici per fila. 7:4 C'erano tre file di camere, le cui finestre si trovavano le une di fronte alle altre lungo tutte e tre le file. 7:5 Tutte le porte con i loro stipiti e architravi erano quadrangolari. Le finestre delle tre file di camere si trovavano le une di fronte alle altre, in tutti e tre gli ordini. 7:6 Fece pure il portico a colonne, che aveva cinquanta cubiti di lunghezza e trenta di larghezza, con un vestibolo davanti, delle colonne, e una scalinata sul davanti. 7:7 Poi fece il portico del trono dove amministrava la giustizia, che fu chiamato: «Portico del giudizio»; lo ricoprì di legno di cedro dal pavimento al soffitto. 7:8 La sua casa, dove abitava, fu costruita nello stesso modo, in un altro cortile, dietro il portico. Fece una casa dello stesso stile di questo portico per la figlia del faraone, che egli aveva sposata. 7:9 Tutte queste costruzioni erano di pietre scelte, tagliate a misura, segate, internamente ed esternamente, dalle fondamenta ai cornicioni, e al di fuori sino al cortile maggiore. 7:10 Anche le fondamenta erano di pietre scelte, grandi: pietre di dieci cubiti, e pietre di otto cubiti. 7:11 Sopra di esse c'erano delle pietre scelte, tagliate a misura e del legname di cedro. 7:12 Il gran cortile aveva tutto intorno tre ordini di pietre lavorate e un ordine di travi di cedro, come il cortile interno della casa del SIGNORE e come il portico della casa.

1Re 5:2 Salomone mandò a dire a Chiram: 5:3 «Tu sai che Davide, mio padre, non poté costruire una casa al nome del SIGNORE, del suo Dio, a causa delle guerre nelle quali fu impegnato da tutte le parti, finché il SIGNORE non gli mise i suoi nemici sotto i piedi.

1Re 5:13 Il re Salomone reclutò operai in tutto Israele, e furono ingaggiati trentamila uomini. 5:14 Li mandava in Libano, diecimila al mese, alternativamente; un mese stavano in Libano, e due mesi a casa; e Adoniram era preposto a questi lavori. 5:15 Salomone aveva inoltre settantamila uomini che trasportavano i materiali pesanti e ottantamila scalpellini sui monti, 5:16 senza contare i capi dei prefetti, che erano tremilatrecento, preposti da Salomone alla sorveglianza di quanti erano addetti ai lavori. 5:17 Il re diede ordine di estrarre delle pietre grandi, delle pietre scelte, per fare le fondamenta della casa con pietre squadrate. 5:18 Gli operai di Salomone e gli operai di Chiram e i Ghiblei tagliarono e prepararono il legname e le pietre per la costruzione. 1Re 6:1 Il quattrocentottantesimo anno dopo l'uscita dei figli d'Israele dal paese d'Egitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, che è il secondo mese, Salomone cominciò a costruire la casa per il SIGNORE. 6:2 La casa che il re Salomone costruì per il SIGNORE aveva sessanta cubiti di lunghezza, venti di larghezza, trenta di altezza. 6:3 Il Portico sul davanti del luogo santo della casa si estendeva per venti cubiti rispondenti alla larghezza della casa ed era profondo dieci cubiti sul davanti della casa. 6:4 Il re fece alla casa delle finestre a reticolato fisso. 6:5 Egli costruì, a ridosso del muro della casa, tutto intorno, dei piani che circondavano i muri della casa, cioè del luogo santo e del luogo santissimo; e fece delle camere laterali, tutto intorno. 6:6 Il piano inferiore era largo cinque cubiti; quello di mezzo sei cubiti, e il terzo sette cubiti; perché egli aveva fatto delle sporgenze intorno ai muri esterni della casa, affinché le travi non fossero incastrate nei muri della casa. 6:7 Per la costruzione della casa si servirono di pietre già preparate nella cava; così nella casa, durante la sua costruzione, non si udì mai rumore di martello, d'ascia o d'altro strumento di ferro. 6:8 L'ingresso del piano di mezzo si trovava sul lato destro della casa; per una scala a chiocciola si saliva al piano di mezzo, e dal piano di mezzo al terzo. 6:9 Dopo aver finito di costruire la casa, Salomone la coprì di travi e di assi di legno di cedro. 6:10 Fece i piani addossati a tutta la casa dando a ognuno cinque cubiti d'altezza, e li collegò alla casa con travi di cedro. 6:11 La parola del SIGNORE fu rivolta a Salomone, e gli disse: 6:12 «Quanto a questa casa che tu costruisci, se tu cammini secondo le mie leggi, se metti in pratica i miei precetti e osservi e segui tutti i miei comandamenti, io confermerò in tuo favore la promessa che feci a Davide tuo padre: 6:13 abiterò in mezzo ai figli d'Israele e non abbandonerò il mio popolo Israele». 6:14 Quando Salomone ebbe finito di costruire la casa,

6:15 ne rivestì le pareti interne di tavole di cedro, dal pavimento fino alla travatura del tetto; rivestì così di legno l'interno e coprì il pavimento della casa con tavole di cipresso. 6:16 Rivestì di tavole di cedro uno spazio di venti cubiti in fondo alla casa, dal pavimento al soffitto; e riservò quello spazio interno per farne un santuario, il luogo santissimo. 6:17 I quaranta cubiti sul davanti formavano la casa, vale a dire il tempio. 6:18 Il legno di cedro, nell'interno della casa, presentava delle sculture di frutti di colloquintide e di fiori sbocciati; tutto era di cedro, non si vedeva neppure una pietra. 6:19 Salomone stabilì il santuario nell'interno, in fondo alla casa, per collocarvi l'arca del patto del SIGNORE. 6:20 Il santuario aveva venti cubiti di lunghezza, venti cubiti di larghezza, e venti cubiti d'altezza. Salomone lo ricoprì d'oro finissimo; davanti al santuario fece un altare di legno di cedro e lo ricoprì d'oro. 6:21 Salomone ricoprì d'oro finissimo l'interno della casa, e fece passare un velo, sospeso da catenelle d'oro, davanti al santuario, che ricoprì d'oro. 6:22 Ricoprì d'oro tutta la casa, tutta quanta la casa, e ricoprì pure d'oro tutto l'altare che apparteneva al santuario. 6:23 Fece nel santuario due cherubini di legno d'olivo, dell'altezza di dieci cubiti ciascuno. 6:24 Le ali dei cherubini misuravano cinque cubiti ciascuna; tutto l'insieme faceva dieci cubiti, dalla punta di un'ala alla punta dell'altra. 6:25 Il secondo cherubino era anche di dieci cubiti; tutti e due i cherubini erano delle stesse dimensioni e della stessa forma. 6:26 L'altezza del primo cherubino era di dieci cubiti, e tale era l'altezza dell'altro. 6:27 Salomone pose i cherubini in mezzo alla casa, nell'interno. I cherubini avevano le ali spiegate, in modo che l'ala del primo toccava una delle pareti e l'ala del secondo toccava l'altra parete; le altre ali si toccavano l'una con l'altra con le punte, in mezzo alla casa. 6:28 Salomone ricoprì d'oro i cherubini. 6:29 Fece ornare tutte le pareti della casa, tutto intorno, tanto all'interno quanto all'esterno, di sculture di cherubini, di palme e di fiori sbocciati. 6:30 Ricoprì d'oro il pavimento della casa, nella parte interna e in quella esterna. 6:31 All'ingresso del santuario fece una porta a due battenti, di legno d'olivo; la sua inquadratura, con gli stipiti, occupava la quinta parte della parete. 6:32 I due battenti erano di legno d'olivo. Egli vi fece scolpire dei cherubini, delle palme e dei fiori sbocciati, e li ricoprì d'oro, stendendo l'oro sui cherubini e sulle palme. 6:33 Fece pure, per la porta del tempio, degli stipiti di legno d'olivo, che occupavano un quarto della larghezza del muro, 6:34 e due battenti di legno di cipresso; ciascun battente si componeva di due pezzi mobili. 6:35 Salomone vi fece scolpire dei cherubini, delle palme e dei fiori sbocciati e li ricoprì d'oro, stendendolo sulle sculture. 6:36 Costruì il muro di cinta del cortile interno con tre ordini di pietre squadrate e un ordine di travatura di cedro. 6:37 Il quarto anno, nel mese di Ziv, furon gettate le fondamenta della casa del SIGNORE;

1Re 11:1 Il re Salomone, oltre alla figlia del faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Ittite, 11:2 donne appartenenti ai popoli dei quali il SIGNORE aveva detto ai figli d'Israele: «Non andate da loro e non vengano essi da voi, poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi». A tali donne si unì Salomone nei suoi amori. 11:3 Ed ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore. 11:4 Al tempo della vecchiaia di Salomone, le sue mogli gli fecero volgere il cuore verso altri dèi; e il suo cuore non appartenne interamente al SIGNORE suo Dio, come il cuore di Davide suo padre. 11:5 Salomone seguì Astarte, divinità dei Sidoni, e Milcom, l'abominevole divinità degli Ammoniti. 11:6 Così Salomone fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE e non seguì pienamente il SIGNORE, come aveva fatto Davide suo padre. 11:7 Fu allora che Salomone costruì, sul monte che sta di fronte a Gerusalemme, un alto luogo per Chemos, l'abominevole divinità di Moab, e per Moloc, l'abominevole divinità dei figli di Ammon. 11:8 Fece così per tutte le sue donne straniere, le quali offrivano profumi e sacrifici ai loro dèi.

1Re 11:9 Il SIGNORE s'indignò contro Salomone, perché il cuore di lui si era allontanato dal SIGNORE, Dio d'Israele, che gli era apparso due volte, 11:10 e gli aveva ordinato, a questo proposito, di non andare dietro ad altri dèi; ma egli non osservò l'ordine datogli dal SIGNORE. 11:11 Il SIGNORE disse a Salomone: «Poiché tu hai agito a questo modo, e non hai osservato il mio patto e le leggi che ti avevo date, io ti toglierò il regno, e lo darò al tuo servo. 11:12 Nondimeno, per amore di Davide tuo padre, io non farò questo durante la tua vita, ma strapperò il regno dalle mani di tuo figlio. 11:13 Però, non gli strapperò tutto il regno, ma lascerò una tribù a tuo figlio, per amor di Davide mio servo e per amor di Gerusalemme che io ho scelto».

1Re 11:42 Salomone regnò a Gerusalemme, su tutto Israele, quarant'anni. 11:43 Poi Salomone si addormentò con i suoi padri, e fu sepolto nella città di Davide suo padre; e Roboamo, suo figlio, regnò al suo posto.

1Re 12:21 Quando Roboamo giunse a Gerusalemme, radunò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro la casa d'Israele e restituire il regno a Roboamo, figlio di Salomone. 12:22 Ma la parola di Dio fu rivolta a Semaia, uomo di Dio, in questi termini: 12:23 «Parla a Roboamo, figlio di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo, e di' loro: 12:24 Così parla il SIGNORE: Non salite a combattere contro i vostri fratelli, i figli d'Israele! Ognuno se ne torni a casa sua; perché questo è avvenuto per mia volontà». Quelli ubbidirono alla parola del SIGNORE e se ne tornarono, secondo la parola del SIGNORE.

1Re 22:51 Giosafat si addormentò con i suoi padri, e con essi fu sepolto nella città di Davide, suo padre; e Ieoram, suo figlio, regnò al suo posto.

1Re 12:20 Quando tutto Israele udì che Geroboamo era tornato, lo mandò a chiamare perché venisse alla comunità, e lo fece re su tutto Israele. Nessuno seguì la casa di Davide, tranne la sola tribù di Giuda.

1Re 22:52 Acazia, figlio di Acab, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria il diciassettesimo anno di Giosafat, re di Giuda, e regnò due anni sopra Israele. 22:53 Egli fece ciò ch'è male agli occhi del SIGNORE, e imitò la condotta di suo padre, di sua madre, e di Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele. 22:54 Adorò Baal, si prostrò dinanzi a lui, e provocò lo sdegno del SIGNORE, Dio d'Israele, esattamente come aveva fatto suo padre.